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Il signore degli anelli

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A quanto pare per recuperare una delle pietre miliari del cinema di questo ventennio ci vuole una scusa semplice, come il trovarsi bloccati in un aereo intercontinentale per sette ore (esempio assolutamente casuale). In ogni caso, con una scusa del genere, ho iniziato a vedere la trilogia de Il signore degli anelli. La versione estesa, ovviamente.


Trama

Alcune sezioni sono state copiate da Wikipedia e semplificate dove possibile.

La compagnia dell’anello

Nella terra di mezzo, i signori degli umani, elfi e nani ricevono degli anelli del potere per poter governare le rispettive razze. Tuttavia, Sauron, il signore oscuro, crea un anello supremo per controllare tutti gli altri, ma viene sconfitto e l’anello perduto. Molti anni dopo, l’anello viene ritrovato da Gollum, che lo tiene per sé per centinaia di anni, finché l’anello, dotato di volontà propria, fugge da lui e viene trovato casualmente da Bilbo Baggins, un hobbit. Dopo altri anni, al sui 111 compleanno, Bilbo decide di lasciare la Contea e di cedere l’anello al suo parente, Frodo Baggins. Gandalf, un mago amico di lunga data della famiglia Baggins, scopre che l’anello è in realtà l’Unico Anello di Sauron e avverte Frodo del pericolo che corre. Conscio che Sauron si sta risvegliando e che presto manderà le sue armate a recuperare l’anello, Gandalf convince Frodo ad allontanarsi dalla Contea e a portare l’anello al sicuro. A lui si uniscono altri tre hobbit, Sam, Merry e Pipino. Il piccolo gruppo viene inseguito dai Nazgûl, i servi di Sauron, ma riesce a sfuggire grazie all’aiuto di Aragorn, un ranger misterioso. Nel frattempo Gandalf viene tradito da Saruman, un altro mago che si è alleato con Sauron. Gandalf viene imprigionato, ma riesce a fuggire con l’aiuto di un’aquila gigante. Alla fine il gruppo si riunisce a Gran Burrone, dove viene convocato un consiglio per decidere il destino dell’anello. ALla fine si decide di portare l’anello nel cuore del territorio nemico, il Monte Fato, l’unico luogo dove può essere distrutto. Frodo, particolarmente resiliente agli effetti corruttivi dell’anello, si offre volontario per portare a termine la missione, e a lui si uniscono gli altri hobbit, Aragorn, Legolas l’elfo, Gimli il nano, Boromir un uomo di Gondor e Gandalf. Il tragitto iniziale viene reso impraticabile dalle spie di Saruman, e da una frana causata da lui. L’unica opzione rimane quella di attraversare le Miniere di Moria, un’antica città nanica ora infestata da orchi e altre creature malvagie. Durante il passaggio, il gruppo viene attaccato da un Balrog, un demone di fuoco, che Gandalf riesce a sconfiggere, ma sacrificandosi. Scoraggiati, i membri del gruppo riescono a raggiungere Lothlórien, un regno elfico dove vengono accolti dalla regina Galadriel, che mette in guardia Frodo sui pericoli dell’anello e dona a tutti i componenti della compagnia un dono speciale per aiutarli nella loro missione. Proseguendo il viaggio, Boromir viene tentato dall’anello e cerca di prenderlo con la forza da Frodo. Durante la colluttazione, vengono anche attaccati dagli orchi, e Boromir viene ucciso mentre difende Merry e Pipino. Frodo, rendendosi conto che l’anello sta corrompendo anche i suoi amici, decide di proseguire il viaggio da solo, ma Sam insiste per accompagnarlo. Gli altri membri della compagnia decidono di lasciarli andare e di cercare di salvare Merry e Pipino, che sono stati catturati dagli orchi.

Le due torri

Dopo la separazione della compagnia, Merry e Pipino riescono a fuggire dagli orchi, attaccati da una milizia di Rohan, e si rifugiano nella foresta di Fangorn, dove incontrano l’Ent Barbabionda. Aragon, Legolas e Gimli li mancano per poco, ma le loro intenzioni di andare a cercarli sono interrotte dall’incontro con Gandalf, che è tornato come Gandalf il Bianco, più potente di prima, che li informa del fatto che i due hobbit sono al sicuro, e piuttosto li accompagna a Rohan per aiutare il re Théoden, che è stato manipolato da Saruman. Grazie alla sua magia, Gandalf scaccia Saruman e rinsavisce Théoden. Tuttavia, preoccupato per la sicurezza del suo popolo, piuttosto che schierare le sue truppe nello scontro imminente, preferisce ritirarsi a Helm’s Deep con tutto il suo popolo, una fortezza montana. Nel frattempo, Frodo e Sam, guidati da Gollum con cui stringono uno strano legame, attraversano territori particolarmente impervi fino a raggiungere le porte di Mordor. Impossibilitati ad entrare direttamente, decidono invece di fare il giro più lungo. Vengono però catturati dagli uomini di Gondor, in particolare da Faramir, il fratello di Boromir, che si dimostra particolarmente diffidente nei loro confronti. Tuttavia, dopo aver compreso le intenzioni di Frodo, li lascia andare. Nel frattempo, deciso a distruggere la resistenza ad Helm’s Deep, Saruman invia un enorme esercito di orchi ad attaccare la fortezza. Nonostante la strenua difesa degli abitanti di Rohan, a cui si unisce anche un battaglione di elfi, e la presenza del trio di eroi, la situazione sembra disperata, finché Gandalf non arriva con l’esercito di Éomer, il nipote del re, ribaltando le sorti della battaglia.

Il ritorno del re

All’inizio del film abbiamo un breve flashback che mostra la storia di Smeagol e Déagol, che spiega le origini di Gollum, di come si sia macchiato di omicidio per ottenere l’Anello e di come sia stato corrotto da esso, diventando una creatura malvagia e ossessionata dall’oggetto.
Ai giorni nostri, la parte della compagnia dell’anello che ha difeso Rohan si reca ad Isengard, incontrando Merry e Pippins e scoprendo che Saruman è stato sconfitto dagli Ent. Saruman viene fatto fuori definitivamente e il suo palantir finisce nelle mani di Gandalf. Tornati a Rohan, Pippins, incuriosito, prende il palantir e lo guarda, attirando così l’attenzione di Sauron, ma scoprendo in cambio che Sauron sta preparando un attacco a Minas Tirith, la capitale di Gondor. Giunti a Minas Tirith, Gandalf cerca di convincere il sovrintendente Denethor a prepararsi all’attacco, ma questi, sconvolto dalla morte del figlio Boromir, è ormai impazzito e rifiuta di ascoltarlo.
Nel frattempo, Frodo e Sam, guidati da Gollum, giungono a Minas Morgul, dove vedono uscire un grande esercito comandato dal Re stregone di Angmar. Mentre salgono le ripide scale di roccia che portano a Cirith Ungol, Gollum fa credere a Frodo, sconvolto dalla fatica e debilitato dall’Anello, che Sam voglia impadronirsi del potente oggetto; Frodo, quindi, intima a Sam di andarsene.
Nel frattempo, Aragorn convince re Théoden ad accorrere in aiuto di Gondor; viene, quindi, radunato un esercito di 6000 Rohirrim. Su suggerimento di Elrond, Aragorn, con Gimli e Legolas, attraversa i Sentieri dei Morti, infestati da un antico popolo che avrebbe dovuto aiutare Isildur e che, non avendo mantenuto la promessa, potrà trovare pace solo dopo aver aiutato il suo erede, Aragorn.
Faramir, figlio di Denethor, posto a difesa di Osgiliath, subisce un violento attacco da parte degli orchi che lo costringono a ritirarsi assieme ai suoi pochi uomini. Tuttavia, al suo ritorno, suo padre lo accusa di codardia e lo obbliga (indirettamente) a un contrattacco suicida per riconquistare la città. Prevedibilmente, l’attacco fallisce. Solo Faramir, gravemente ferito, fa ritorno, portato in salvo dal suo cavallo. Allora Denethor, ormai impazzito di dolore, quando vede l’esercito di Sauron in arrivo, decide di suicidarsi insieme al figlio e ordina ai servi di preparare un rogo.
Frodo, nel frattempo, entra a Cirith Ungol dove, tradito da Gollum, è assalito da Shelob, un immenso ragno discendente da Ungoliant. Sam però torna indietro ad aiutare l’amico, sconfiggendo Shelob, ma è costretto a prendere l’Anello da Frodo, apparentemente morto.
In assenza del loro regnante, la difesa di Minas Tirith è organizzata da Gandalf, ma la situazione è disperata. Gandalf, avvertito da Pippins, si ritira temporaneamente per fermare Denethor che, nella colluttazione, prende fuoco e perde la vita. Gli orchi, intanto, avanzano all’interno di Minas Tirith, ma all’alba giungono sul campo i cavalieri di Rohan che, con una carica travolgente, sbaragliano le file del nemico. A questo punto, però, arrivano gli enormi olifanti, che creano disordine e scompiglio tra i difensori.
L’arrivo di Aragorn, Legolas, Gimli e l’esercito dei morti, conclude la battaglia a favore di Gondor e Rohan. Théoden, però, resta gravemente ferito nello scontro con il Re stregone che Éowyn uccide con l’aiuto di Merry. Sconfitto l’esercito di Sauron, Aragorn ha l’idea di marciare verso Mordor, in modo da attirare su di loro l’attenzione di Sauron, distraendolo così da Frodo, il quale può recarsi all’interno del Monte Fato per distruggere l’Anello.
Frodo, intanto, ancora vivo dopo l’attacco di Shelob, è catturato dagli orchi, ma, dopo essere stato salvato da Sam, recupera l’Anello e riprende il viaggio con il fedele amico. Arrivati alle pendici del Monte Fato, però, i due hobbit si scontrano nuovamente con Gollum e, mentre Sam combatte, Frodo entra nella voragine del vulcano per gettare l’Anello. Arrivato al momento cruciale, però, l’hobbit cede alla sua corruzione e lo indossa, rivelando così la sua posizione a Sauron, che invia immediatamente i Nazgûl contro di lui. Prima di loro, però, arriva Gollum che, con un morso, strappa il dito con l’Anello a Frodo e, durante la colluttazione che segue, cade nella lava trascinando con sé l’Unico Anello, che così è finalmente distrutto. Barad-dûr, così, crolla, l’esercito di Mordor viene spazzato via e lo spirito di Sauron è sconfitto definitivamente.
Frodo e Sam sono tratti in salvo dalle Aquile, arrivate in loro soccorso grazie a Gandalf, che li portano a Gondor, dove si ricongiungono con il resto della Compagnia. Tempo dopo, a Minas Tirith, si celebrano l’incoronazione di Aragorn come re di Gondor e il suo matrimonio con Arwen, figlia di Elrond. Gli hobbit tornano nella Contea e, pochi anni dopo, Frodo decide di partire insieme a Bilbo, Gandalf e gli ultimi elfi rimasti (tra cui Elrond, Celeborn e Galadriel) verso Valinor, chiudendo così la Terza Era della Terra di Mezzo.


Considerazioni

La compagnia dell’anello

È sempre affascinante vedere film che hanno segnato un’epoca con un colpevole ritardo di parecchi anni, perché separa in maniera più netta gli aspetti puramente legati alla tecnica del tempo, che non sempre invecchiano benissimo, da quelli immortali legati alla narrazione, ai personaggi e al mondo fantastico che viene presentato. Questo film mi sembra esemplificativo di questo fenomeno: da un lato, i tagli di montaggio un po’ rozzi e soprattutto la povera (in termini di effetti speciali) magia degli stregoni (Gandalf in primis), privano gli scontri magici del loro enorme potenziale e li rendono una danza aerea goffa fra i personaggi coinvolti.
D’altra parte, la narrazione è solida, il mondo è ben costruito, con un sacco di riferimenti continui a miti, luoghi e personaggi di cui non abbiamo una conoscenza diretta ma che contribuiscono a rendere l’ambientazione viva e credibile, anche a discapito della comprensione immediata di ciò che sta accadendo (sopratutto a causa della mia difficoltà con i nomi). È indubbio che il film abbia avuto un impatto fortissimo sulla cultura pop, in particolare per quanto riguarda il genere fantasy, sia nelle opere successive che nei giochi di ruolo e videogiochi ispirati, divenendo ora cliché imprescindibili.
Infine, non possono non apprezzare il fatto che, semplicemente attraverso la sua visione, sto scoprendo il contesto originale di un sacco di meme che popolano internet da anni.

Le due torri

La storia prosegue con ben tre filoni narrativi distinti, sebbene non tutti possiedano la stessa importanza, dando più dinamismo alla narrazione. Da un lato, abbiamo la storia di Merry e Pipino e il loro incontro con gli Ent, a cui l’eroe di Dota “Treant Protector” è chiaramente ispirato. Forse un po’ repentino il cambio di atteggiamento di Barbabionda dopo che vede la radura distrutta dagli orchi, ma in ogni caso la scena della marcia degli Ent verso Isengard è molto soddisfacente. Il secondo filone è quello di Aragorn, Legolas e Gimli, che si uniscono a Gandalf per aiutare Rohan contro Saruman. La battaglia, sebbene un po’ caotica nella sua coreografia, è estremamente ben realizzata, al punto che mi viene davvero difficile immaginarmi quali incredibili reazioni abbia suscitato nei cinema dell’epoca. La quantità di dettagli e di personaggi in gioco è impressionante, e anche se gli eroi hanno chiaramente il plot dalla loro parte, la tensione è palpabile. In tutta la serietà e il pathos, fa piacere vedere qualche momento di leggerezza, generalmente nato grazie a Legolas o Gimli, che con le loro battute riescono a stemperare la tensione senza mai scadere nel ridicolo. Infine, il terzo filone è quello di Frodo e Sam, che proseguono il loro viaggio verso Mordor, con Gollum che continua a rimanere in bilico, diventando un personaggio di cui lo spettatore stesso ha fatica a fidarsi.

Il ritorno del re

Con questo film si conclude la trilogia e lo fa con una serie di scontri che riescono davvero a creare quella sensazione magica di trovarsi in mezzo ad una battaglia epica, con una posta in gioco altissima. Un escapismo che ha sicuramente conquistato un pubblico ampissimo, e che finalmente riesca a coinvolgere anche me. I temi di onore, sacrificio e amicizia continuano a permeare tutta la narrazione, e in questo capitolo raggiungono un apice particolarmente intenso. Personaggi come Théoden e Faramir fanno da contrasto ad altri come Denethor, mostrando come la stessa situazione possa essere affrontata in modi completamente diversi, e come le scelte di ognuno possano avere conseguenze drastiche. Se c’è solo un aspetto che mi ha lasciato un po’ perplesso è la gestione del potere dell’anello, che rimane vago fino all’ultimo momento. Ma forse la volotnà di capire tutto nei minimi dettagli rema a mio sfavore, intaccando un’opera che non si propone di rendere scientifico il proprio mondo magico, ma piuttosto permettere allo spettatore di immergersi nell’avventura epica che dipinge, lasciando indietro un po’ della razionalità per far posto ad un cuore palpitante ed emozionato.


Scene

La compagnia dell’anello

  • My precious!
  • A wizard is never late, nor is he early, he arrives precisely when he means to
  • Alright then, keep your secrets
  • One does not simply walk into Mordor
  • You shall not pass!

Le due torri

  • They’re taking the Hobbits to Isengard!
  • A red sun rises. Blood has been spilled this night.
  • So it begins.
  • The Ents are going to war. It is likely that we go to our doom. The lassst march of the Ents
  • Toss me, ahhh ahahhhh, don’t tell the elf
  • They are taking the Hobbits to Isengard!
  • P O T A T O E S

Il ritorno del re

  • Death! Death! Death! Death! Death!
  • Never thought I’d die side by side with an elf.
    What about side by side with a friend?
    Ey, that I could do.
  • For Frodo.
  • I can’t carry it for you, but I can carry you!
  • My friends, you bow to no one