A quanto pare per recuperare una delle pietre miliari del cinema di questo ventennio ci vuole una scusa semplice, come il trovarsi bloccati in un aereo intercontinentale per sette ore (esempio assolutamente casuale). In ogni caso, con una scusa del genere, ho iniziato a vedere la trilogia de Il signore degli anelli. La versione estesa, ovviamente.
Trama
La compagnia dell’anello
Nella terra di mezzo, i signori degli umani, elfi e nani ricevono degli anelli del potere per poter governare le rispettive razze. Tuttavia, Sauron, il signore oscuro, crea un anello supremo per controllare tutti gli altri, ma viene sconfitto e l’anello perduto. Molti anni dopo, l’anello viene ritrovato da Gollum, che lo tiene per sé per centinaia di anni, finché l’anello, dotato di volontà propria, fugge da lui e viene trovato casualmente da Bilbo Baggins, un hobbit. Dopo altri anni, al sui 111 compleanno, Bilbo decide di lasciare la Contea e di cedere l’anello al suo parente, Frodo Baggins. Gandalf, un mago amico di lunga data della famiglia Baggins, scopre che l’anello è in realtà l’Unico Anello di Sauron e avverte Frodo del pericolo che corre. Conscio che Sauron si sta risvegliando e che presto manderà le sue armate a recuperare l’anello, Gandalf convince Frodo ad allontanarsi dalla Contea e a portare l’anello al sicuro. A lui si uniscono altri tre hobbit, Sam, Merry e Pipino. Il piccolo gruppo viene inseguito dai Nazgûl, i servi di Sauron, ma riesce a sfuggire grazie all’aiuto di Aragorn, un ranger misterioso. Nel frattempo Gandalf viene tradito da Saruman, un altro mago che si è alleato con Sauron. Gandalf viene imprigionato, ma riesce a fuggire con l’aiuto di un’aquila gigante. Alla fine il gruppo si riunisce a Gran Burrone, dove viene convocato un consiglio per decidere il destino dell’anello. ALla fine si decide di portare l’anello nel cuore del territorio nemico, il Monte Fato, l’unico luogo dove può essere distrutto. Frodo, particolarmente resiliente agli effetti corruttivi dell’anello, si offre volontario per portare a termine la missione, e a lui si uniscono gli altri hobbit, Aragorn, Legolas l’elfo, Gimli il nano, Boromir un uomo di Gondor e Gandalf. Il tragitto iniziale viene reso impraticabile dalle spie di Saruman, e da una frana causata da lui. L’unica opzione rimane quella di attraversare le Miniere di Moria, un’antica città nanica ora infestata da orchi e altre creature malvagie. Durante il passaggio, il gruppo viene attaccato da un Balrog, un demone di fuoco, che Gandalf riesce a sconfiggere, ma sacrificandosi. Scoraggiati, i membri del gruppo riescono a raggiungere Lothlórien, un regno elfico dove vengono accolti dalla regina Galadriel, che mette in guardia Frodo sui pericoli dell’anello e dona a tutti i componenti della compagnia un dono speciale per aiutarli nella loro missione. Proseguendo il viaggio, Boromir viene tentato dall’anello e cerca di prenderlo con la forza da Frodo. Durante la colluttazione, vengono anche attaccati dagli orchi, e Boromir viene ucciso mentre difende Merry e Pipino. Frodo, rendendosi conto che l’anello sta corrompendo anche i suoi amici, decide di proseguire il viaggio da solo, ma Sam insiste per accompagnarlo. Gli altri membri della compagnia decidono di lasciarli andare e di cercare di salvare Merry e Pipino, che sono stati catturati dagli orchi.
Le due torri
Dopo la separazione della compagnia, Merry e Pipino riescono a fuggire dagli orchi, attaccati da una milizia di Rohan, e si rifugiano nella foresta di Fangorn, dove incontrano l’Ent Barbabionda. Aragon, Legolas e Gimli li mancano per poco, ma le loro intenzioni di andare a cercarli sono interrotte dall’incontro con Gandalf, che è tornato come Gandalf il Bianco, più potente di prima, che li informa del fatto che i due hobbit sono al sicuro, e piuttosto li accompagna a Rohan per aiutare il re Théoden, che è stato manipolato da Saruman. Grazie alla sua magia, Gandalf scaccia Saruman e rinsavisce Théoden. Tuttavia, preoccupato per la sicurezza del suo popolo, piuttosto che schierare le sue truppe nello scontro imminente, preferisce ritirarsi a Helm’s Deep con tutto il suo popolo, una fortezza montana. Nel frattempo, Frodo e Sam, guidati da Gollum con cui stringono uno strano legame, attraversano territori particolarmente impervi fino a raggiungere le porte di Mordor. Impossibilitati ad entrare direttamente, decidono invece di fare il giro più lungo. Vengono però catturati dagli uomini di Gondor, in particolare da Faramir, il fratello di Boromir, che si dimostra particolarmente diffidente nei loro confronti. Tuttavia, dopo aver compreso le intenzioni di Frodo, li lascia andare. Nel frattempo, deciso a distruggere la resistenza ad Helm’s Deep, Saruman invia un enorme esercito di orchi ad attaccare la fortezza. Nonostante la strenua difesa degli abitanti di Rohan, a cui si unisce anche un battaglione di elfi, e la presenza del trio di eroi, la situazione sembra disperata, finché Gandalf non arriva con l’esercito di Éomer, il nipote del re, ribaltando le sorti della battaglia.
Considerazioni
La compagnia dell’anello
È sempre affascinante vedere film che hanno segnato un’epoca con un colpevole ritardo di parecchi anni, perché separa in maniera più netta gli aspetti puramente legati alla tecnica del tempo, che non sempre invecchiano benissimo, da quelli immortali legati alla narrazione, ai personaggi e al mondo fantastico che viene presentato.
Questo film mi sembra esemplificativo di questo fenomeno: da un lato, i tagli di montaggio un po’ rozzi e soprattutto la povera (in termini di effetti speciali) magia degli stregoni (Gandalf in primis), privano gli scontri magici del loro enorme potenziale e li rendono una danza aerea goffa fra i personaggi coinvolti.
D’altra parte, la narrazione è solida, il mondo è ben costruito, con un sacco di riferimenti continui a miti, luoghi e personaggi di cui non abbiamo una conoscenza diretta ma che contribuiscono a rendere l’ambientazione viva e credibile, anche a discapito della comprensione immediata di ciò che sta accadendo (sopratutto a causa della mia difficoltà con i nomi).
È indubbio che il film abbia avuto un impatto fortissimo sulla cultura pop, in particolare per quanto riguarda il genere fantasy, sia nelle opere successive che nei giochi di ruolo e videogiochi ispirati, divenendo ora cliché imprescindibili.
Infine, non possono non apprezzare il fatto che, semplicemente attraverso la sua visione, sto scoprendo il contesto originale di un sacco di meme che popolano internet da anni.
Le due torri
La storia prosegue con ben tre filoni narrativi distinti, sebbene non tutti possiedano la stessa importanza, dando più dinamismo alla narrazione. Da un lato, abbiamo la storia di Merry e Pipino e il loro incontro con gli Ent, a cui l’eroe di Dota “Treant Protector” è chiaramente ispirato. Forse un po’ repentino il cambio di atteggiamento di Barbabionda dopo che vede la radura distrutta dagli orchi, ma in ogni caso la scena della marcia degli Ent verso Isengard è molto soddisfacente. Il secondo filone è quello di Aragorn, Legolas e Gimli, che si uniscono a Gandalf per aiutare Rohan contro Saruman. La battaglia, sebbene un po’ caotica nella sua coreografia, è estremamente ben realizzata, al punto che mi viene davvero difficile immaginarmi quali incredibili reazioni abbia suscitato nei cinema dell’epoca. La quantità di dettagli e di personaggi in gioco è impressionante, e anche se gli eroi hanno chiaramente il plot dalla loro parte, la tensione è palpabile. In tutta la serietà e il pathos, fa piacere vedere qualche momento di leggerezza, generalmente nato grazie a Legolas o Gimli, che con le loro battute riescono a stemperare la tensione senza mai scadere nel ridicolo. Infine, il terzo filone è quello di Frodo e Sam, che proseguono il loro viaggio verso Mordor, con Gollum che continua a rimanere in bilico, diventando un personaggio di cui lo spettatore stesso ha fatica a fidarsi.
Scene
La compagnia dell’anello
- My precious!
- A wizard is never late, nor is he early, he arrives precisely when he means to
- Alright then, keep your secrets
- One does not simply walk into Mordor
- You shall not pass!
Le due torri
- They’re taking the Hobbits to Isengard!
- A red sun rises. Blood has been spilled this night.
- So it begins.
- The Ents are going to war. It is likely that we go to our doom. The lassst march of the Ents
- Toss me, ahhh ahahhhh, don’t tell the elf
- They are taking the Hobbits to Isengard!
- P O T A T O E S