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delpi
0.0.1
DElta-complete LP solver
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A matrix $A \in Mat(m, n)$ is an ordered table of numbers sorted in $m$ rows and $n$ columns. $a_{ij}$ indicates the element located in the $i$-th row and $j$-th column.
The first two operations are both associative and commutative, while the matrix product is only associative and distributive with respect to the sum, but it is not, in general, commutative.
The matrix inverse is defined for square matrices. A square matrix is invertible (i.e. the inverse exists) if and only if its determinant is non-zero. When multiplied with its inverse, the identity matrix will be produced. $$ \exists A^{-1}: AA^{-1} = I \Longleftrightarrow \det(A) \ne 0 $$
Data $A \in Mat(m, m)$, $A$ è definita positiva se $\forall x \in \R^m, x \ne 0 \qquad \Rightarrow \qquad x^TAx \gt 0$. Le la maggiorazione non è stretta ma è $\ge$, allora $A$ è semidefinita positiva. Se $x^TAx \lt 0$, allora $A$ è definita negativa. Se $x^tAx \le 0$, allora è semidefinite negativa.
Una matrice $A$ è simile ad una matrice $B$ se $\exists M : A = M^{-1}BM$. Se una matrice è simile ad una matrice diagonale, si dice diagonalizzabile. Se $A$ e $B$ sono simili, lo saranno anche $A^s$ e $B^s \quad \forall s \in \N$. Se due matrici sono simili, lo saranno anche le loro inverse, se esistono.
Una matrice è diagonalmente dominante se la somma del valore assoluto degli elementi di una riga eccetto quello sulla diagonale è inferiore al valore assoluto dell'elemento diagonale sulla stessa riga. $$ \text{Matrice diagonalmente dominante: } \abs{a_{ii}} \gt \sum_{\substack{j = 1\j \ne i}}^{m}\abs{aij} \ \text{Matrice debolmente diagonalmente dominante: } \abs{a_{ii}} \ge \sum_{\substack{j = 1\j \ne i}}^{m}\abs{aij} $$
Sia $A \in Mat(m, m)$. Il determinante di $A$, indicato con $\det(A)$, è un numero definito dalla regola di Laplace. Se una matrice ha determinate pari a $0$ è detta degenere. $$ A_{ji} = \text{Matrice ottenuta cancellando la i-esima riga e j-esima colonna} \ \text{Complemento algebrico di } a_{ij} = (-1)^{i + j}(\det(A_{ij})) \ \abs{A} = \det(A) = \sum_{j = 1}^m a_{ij}\det(A_{iJ}) $$
Esempio:
$$ A = \begin{bmatrix} 1 & 4 & 5 \ 2 & 4 & 1 \ 2 & 1 & 3 \ \end{bmatrix} \ \ \det(A) = (12 - 1) - 4(6 - 2) + 5(2 - 8) = 11 - 16 - 30 = - 35 $$
$\det(AB) = \det(A) \det(B)$
Sia $A_k$ la sotto matrice formata dalle prime $k$ righe e colonne di $A$, detti anche minori di $A$.
$A$ è definita positiva $\qquad \Longleftrightarrow \qquad \det(A_k) \gt 0 \quad \forall k \in [1, n]$
Se $A$ è definita positiva, se segue che tutti gli elementi sulla diagonale principale sono positivi e che $\abs{a_{ij}} \lt a_{ii}a_{jj}$.
$A$ è simmetrica, diagonalmente dominante e diagonalmente positiva $\qquad \Rightarrow \qquad A$ è definita positiva
Sia $\hat{A}$ la matrice trasposta dei complementi algebrici. Tale matrice gode della proprietà $A\hat{A} = \hat{A}A = \det(A)I_n$. Se $\det(A)\ne 0$, si può anche calcolare la matrice $A^{-1} = \frac{\hat{A}}{\det(A)}: A^{-1}A = AA^{-1} = I_n$. Si noti che i singoli elementi di $A^{-1}$ sono costruiti a partire dai complementi algebrici fratto il determinante di $A$.
Inoltre, per il teorema di Binet, si ha che, se $A, B$ sono matrici non degeneri e $C = AB \Rightarrow C^{-1} = B^{-1}A^{-1}$. Si può verificare facilmente: $CC^{-1} = I \rightarrow ABC^{-1} = I \rightarrow BC^{-1} = A^{-1} \rightarrow C^{-1} = B^{-1}A^{-1}$. $$ A = \begin{bmatrix} a_{11} & a_{12} & ... & a_{1n} \ a_{21} & a_{22} & ... & a_{2n} \ \vdots & \vdots & \ddots & \vdots \ a_{n1} & a_{n2} & ... & a_{nn} \ \end{bmatrix} \ \ \hat{A} = \begin{bmatrix} \det(A_{11}) & \det(A_{12}) & ... & \det(A_{1n}) \ \det(A_{12}) & \det(A_{22}) & ... & \det(A_{2n}) \ \vdots & \vdots & \ddots & \vdots \ \det(A_{n1}) & \det(A_{n2}) & ... & \det(A_{nn}) \ \end{bmatrix} \ \ A^{-1} = \frac{\hat{A}}{\det(A)} $$
Supponiamo per assurdo che $\exists B : BA = AB = I_n$. Ne segue che $BAA^{-1} = I_nA^{-1} = B \Rightarrow B = A^{-1}$.
Siano $a, b \in C^{n\times 1}$. Il prodotto scalare $\langle a, b \rangle = a^\dagger b = \sum_\limits{i = 1}^n\bar{a}_ib_i$.
Il modulo di un vettore $a$ è $\abs{a} = \langle a, a \rangle^{1/2}$. Si applicano tutte le proprietà viste sopra.
Esempio:
$$ a = \begin{bmatrix} 1 & 2 & 3 & 7 & 1 \end{bmatrix} \ \ \abs{a} = \langle a, a \rangle^{1/2} =\sqrt{\sum_{i = 1}^5 \bar{a_i}a_i} = \sqrt{1^2 + 2^2 + 3^2 + 7^2 + 1^2} = \sqrt{64} = 8 $$
Una norma è un operatore così definito: $\norm{} : \C^n \rightarrow \R^+$. La norma è una funzione continua delle componenti del vettore. Infatti $\lim_\limits{\delta \rightarrow \infin} \norm{x + \delta} = \norm{x}$.
A partire dalla norma è possibile definire anche la funzione distanza come $d(x, y) = \norm{x - y}$.
La norma Holderiana, anche detta norma p, è una funzione che rispetta le proprietà di una funzione norma ed è così definita $$ \norm{x}_p = \left( \sum_{i = 0}^n \abs{x_i}^p \right) ^{\frac{1}{p}} \quad 1 \le p \le \infin $$ Ci sono 3 valori di p che vengono usati per definire 3 norme particolarmente utillizzate: $$ \begin{cases} \norm{x}_1 = \sum_\limits{i = 0}^n \abs{x_i} & p = 1 & \text{ norma 1}\ \norm{x}_2 = \sqrt{\sum_\limits{i = 0}^n \abs{x_i}^2} & p = 2 & \text{ norma euclidea}\ \norm{x}_\infin = \max_i\abs{x_i} & p = \infin & \text{ norma infinito o del massimo}\ \end{cases} $$ Si può dimostrare che le tre norme sopracitate sono equivalenti in $\R^n$. Quindi, $\exists \alpha, \beta \in \R : \alpha |x|_a \le |x|_b \le \beta |x|_a$, dove $a$ e $b$ possono essere due norme distinte tra le sopracitate.
La norma matriciale è una funzione così definita: $\norm{} : \C^{n \times n} \rightarrow \R^+$.
La norma matriciale più comunemente utilizzata è la norma indotta. Per comprenderne il significato, si consideri come, in maniera informale, la norma si occupa di misurare la "grandezza" di un vettore. Per le matrici si applica lo stesso principio. Solo che, ricordando che le matrici possono essere viste come applicazioni lineari di funzioni ad un vettore, si misura quanto sono in grado di "allungare" il suddetto vettore. Il massimo "allungamento" che sono in grado di produrre, misurato attraverso la norma del vettore, in rapporto con il vettore originale, viene definito norma indotta della matrice. $$ A \in \C^{m \times n}, x \in \C^n \ \ \norm{A} = \sup_{x \ne 0}\frac{\norm{Ax}}{\norm{x}} = \max_{x \ne 0} \frac{\norm{Ax}}{\norm{x}} = \max_{\norm{x} = 1} \norm{Ax} \ \ \begin{cases} \norm{A}_1 = \max_\limits{1 \le j \le n}\sum_\limits{i = 0}^n \abs{a_{ij}} & \text{ somma per colonna, prende il massimo}\ \norm{A}_2 = \sqrt{\rho (A^\dagger A)} & \text{ raggio spettrale di A trasposta coniguata per A}\ \norm{A}_\infin = \max_\limits{1 \le i \le n} \sum_\limits{j = 0}^n \abs{a_{ij}} & \text{ somma per riga, prende il massimo}\ \end{cases} $$
Siano $A \in \R^{n \times n}, \lambda \in \C, \overline{x} \in \C^n$. $\lambda$ è un autovalore di $A$ e $\overline{x}$ è l'autovettore associato a $\lambda$ se $$ \exists \ \overline{x} \in \C^n, \overline{x} \ne 0 : (A-\lambda I)\overline{x} = 0 $$ Si indica con $\sigma(A)$ l'insieme degli autovalori di $A$.
Una matrice contiene un autovalore nullo se e solo se è singolare ($\det(A)=0$).
Il raggio spettrale è l'autovalore più grande in valore assoluto: $\rho = \max_\limits{\lambda \in \sigma(A)} \abs{\lambda}$.
Per conoscere i valori degli autovalori $\lambda_i$ di $A$ è necessario risolvere il sistema lineare omogeneo[^1] $(A - \lambda I)x = 0$. Poiché abbiamo imposto che la soluzione non possa essere quella banale ($x = 0$), è necessario che ci siano infinite soluzioni, e che quindi il determinante della matrice dei coefficienti $\det(A - \lambda I) \ne 0$. Il polinomio $\det(A -\lambda I)$ prende il nome di polinomio caratteristico. L'equazione $\det(A -\lambda I)$ è invece chiamata equazione caratteristica.
$$ A \in \C^{n \times n}, i \in [0, n] \ \ \rho_i = \sum_\limits{\substack{j = 1\ j \ne i}}^n \abs{a_{ij}} \ \gamma_i =z \in \C : \abs{z - a_{ii}} \le p_i